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Avatar: l'opinione di un sociologo

creato da Fabrizio Rota ultima modifica 28/08/2011 14:06
Critica al film "Avatar" da parte del sociologo Renato Mion. Riflessione proposta dal Comitato genitori.

Carissimi Genitori
ho appena assistito alla pubblicità televisiva del film di imminente uscita nelle sale italiane “AVATAR”. Già il Moige e l’AGE sono usciti con comunicati stampa di riprovazione, di forte critica e di accusa per il suo potenziale distruttivo e mistificante, alla New Age. Io mi auguro che ciascuna delle nostre famiglie riesca a preservare i suoi ragazzi da forme di surrealismo e patologia fantasiosa, che ci vengono sfacciatamente propinate e che nulla hanno a che vedere con quella formazione umana e cristiana con la quale spero vogliate educare i vostri figli. Veramente il planare poi sulla realtà diventa per loro non solo difficile, ma addirittura impossibile soprattutto ai bambini e adolescenti. Non ditemi che già sono abituati meglio di noi a queste forme paradossali e distorte della realtà così che se ne sanno difendere meglio di noi. Loro, che già adesso trovano difficoltà a distinguere i due livelli dell’immaginario e del reale, della fantasia e della concretezza. Pure illusioni, camuffate da pretesti e da razionalizzazioni compiacenti! L’esaltazione paranoica dei critici prezzolati della TV non tiene conto delle famiglie e del pubblico dei ragazzi, con i quali ognuno di noi deve fare i conti
ogni santo giorno. La distinzione tra reale e immaginario, da chi ci vuole abituare alle fughe dalla realtà in mondi contorti, pieni di paradossali costruzioni digitali immaginarie, illusioni ottiche e giochi in 3D, è sempre più messa a rischio. Il sogno e la fuga nei mondi del surreale invece incominciano a plasmare, con notevole impatto deleterio, la nostra e la loro consapevolezza e responsabilità, così da diventare quella droga, senza la quale poi non si riesce più a vivere. E i nostri giovani ne vengono talmente assuefatti che si buttano poi a cercare allucinogeni di ogni genere, sempre più potenti per sopravvivere al proprio quotidiano.
Scusatemi lo sfogo, ma anche questo fa parte della vita e della vostra responsabilità di educatori sia nella famiglia che nella scuola. Spero che la vostra coscienza sia sempre vigilante e attenta all’” emergenza educativa” alla quale sentiamo sempre più la necessità di rispondere adeguatamente anche in quelle scuole presso le quali voi portate il vostro messaggio e la vostra intelligente e saggia collaborazione.

Con affetto vostro Don Renato.
Prof. Renato Mion
Istituto di Sociologia
Università Pontificia Salesiana

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