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Gli stages linguistici spiegati dalla prof. Ciceroni

creato da Fabrizio Rota ultima modifica 26/08/2011 08:55
Articolo pubblicato su "Senza pensieri" (giornalino degli studenti) nel dicembre 2009. L'intervista alla Prof. Ciceroni è stata raccolta da Anna Matiene Diabate.

Un’altra importante attività di cui si occupa il dipartimento multiculturalità è il progetto stage linguistico. Lo scorso anno la regola del nostro istituto che limitava la possibilità di partecipare al progetto stage alle classi quarte è stata modificata estendendo finalmente l’opportunità di prenderne parte all’intero triennio.

Sentiamo quindi l’opinione della professoressa Noemi Ciceroni, docente di Inglese nell’indirizzo liceale del nostro istituto.

In che cosa consiste il progetto stage linguistico?

Nel nostro istituto vengono organizzati stage linguistici di una settimana in Gran Bretagna, in Francia e da quest’anno anche in Germania, durante i quali gli studenti vengono ospitati dalle famiglie del posto in modo da poter mettere alla prova le proprie competenze linguistiche. Durante lo stage gli studenti frequentano corsi di lingua presso scuole specializzate nell’insegnamento della lingua agli stranieri, tenuti da docenti madrelingua.

A cosa può servire concretamente agli studenti uno stage linguistico?

Uno stage linguistico serve a utilizzare le conoscenze e competenze acquisite a scuola in modo diretto nel contesto reale del paese straniero. Inoltre esso permette di poter ammirare le bellezze naturali del paese e le opere architettoniche e artistiche, scoprire altri aspetti culturali e approfondire lo studio della letteratura, arricchendo in modo sostanziale il bagaglio culturale di ogni studente che partecipa a questa attività. Questa esperienza consente inoltre agli studenti di migliorare le proprie competenze linguistiche, riconoscere meglio le differenze tra un registro formale e uno informale, ed entrare in contatto con gli usi, i costumi e le tradizioni del paese di cui si studia la lingua.

Quali cambiamenti vorrebbe apportare al nostro istituto in ambito linguistico?

Vorrei che fosse offerto lo studio di una seconda lingua straniera anche agli studenti che purtroppo attualmente non hanno questa opportunità perché non è prevista nel piano di studi dell’indirizzo.

L’Europa ci chiede con insistenza di estendere il multilinguismo nelle nostre scuole. Questo si potrebbe cominciare a realizzare con la proposta di corsi pomeridiani di un’ulteriore lingua straniera rispetto a quella curricolare.

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