Che fine ha fatto il Premio Bosio 2005?
Utenti di quest'ultimo comedor, sono tutti quei bambini dai 0 ai 12 anni, le cui famiglie non sono in grado di garantire un pasto quotidiano. Così, in questo comedor, tra le 11 e le 13, da lunedì a venerdì, arrivano i bambini al ritorno dalla scuola, nella maggior parte dei casi sporchi, malvestiti e magri.
Forse in pochi conoscono questa triste realtà argentina: ma è solo un piccolo esempio della miseria e della povertà che sussiste in questo paese, soprattutto nelle province del nord, che stentano a svilupparsi in seguito a tutta una serie di motivazioni sociali, politiche, economiche, storiche, culturali. Quindi la quotidianità di queste realtà scorre tra bambini denutriti, genitori disoccupati, anziani poveri e soli (come molti dei nostri, ma qui la povertà è nei fatti una estrema miseria materiale) e insufficienze dei servizi pubblici (ospedali, scuole,..).
La conseguenza di
ciò è una povertà generalizzata a tutta la società, che nutre poche speranze
per il futuro del proprio paese.
Il premio proveniente dall'Italia è stato utilizzato per aiutare, come si è
detto prima, uno dei vari comedores parrocchiali della città di Frias: in
termini pratici i soldi sono stati spesi per acquistare 50 sedie e 2 tavoli
di plastica, 9 ventilatori (contro i 50°C dell'estate), 2 mobili, ed un
frullatore. Alcuni di questi ultimi materiali sono inoltre stati collocati
presso l'asilo parrocchiale del quartiere Esperanza, uno dei quartieri più
poveri e miseri della città. Anche quest'ultima è una struttura
parrocchiale, gestita da personale laico; la scuola (che oltretutto funziona
anch'essa come comedor) è mantenuta economicamente grazie ai "benefici" che
vengono organizzati da alcuni genitori, come lotterie, produzione e vendita
di pane,...Gli utenti di quest'asilo, detto "esperanzita", sono per la
maggior parte bambini provenienti da familie disagiate: è quindi molto
difficile per le insegnanti gestire la situazione.
Con la generosa offerta proveniente dall'Italia, sicuramente aiutiamo a far
sentire più a loro agio questi bambini. Il cammino verso un futuro sereno
per questi nostri fratelli, è ancora lungo, ma con questo gesto si fomenta
una speranza, che mai si deve perdere: l'importante è che anche noi
cominciamo a considerare queste realtà, e agire di conseguenza.