Volontariato casa di riposo - Classe 2L 2010-2011
CRESCERE CON GLI ANZIANI
La settimana scorsa, precisamente il 5 maggio, noi alunne della II L siamo andate a far visita agli anziani presso la casa di riposo di Albino.
Naturalmente abbiamo scelto Albino perché è il luogo dove è situata la nostra scuola.
Ci hanno accompagnate la professoressa Sestili e il professor Parolini ed eravamo tutti molto entusiasti di esserci!
Così, al termine della lunga mattinata di scuola, ci siamo avviate verso la meta e, dopo una mezz’oretta, siamo giunte a destinazione. Siamo state accolte cordialmente e ci siamo organizzate, dopo aver osservato gli spazi disponibili e la stanzetta in cui appoggiare i nostri effetti personali.
La prima impressione è stata davvero ottima e, come si dice, è la prima impressione quella che conta!
Mentre le mie compagne si preparavano, una mia amica e io abbiamo distribuito a tutti gli ospiti un libretto contenente le canzoni e le poesie d’amore, ricavate da testi dedicati all’argomento.
Gli anziani erano palesemente molto felici di questi nostri fascicoletti di presentazione. Dopo esserci adeguatamente disposte nella sala, abbiamo attaccato il computer alla presa di corrente e il microfono e… ecco che ci siamo presentate!
Il nostro pubblico era davvero felice del nostro spettacolo e aveva una gran voglia di partecipare, anche se purtroppo alcuni non potevano perché indisposti.
A mio avviso c è stato un importante coinvolgimento da parte di tutti; le inservienti hanno aiutato chi ne aveva bisogno e molti volevano ballare, muoversi, cantare e divertirsi con noi!
Così, dopo che ci eravamo svagati cantando allegramente canzoni degli anni ‘60, le mie compagne e io abbiamo chiesto agli anziani se avevano storie da raccontarci circa la loro esperienza amorosa e l’esposizione delle loro vicende ha messo in luce la loro saggezza ed esperienza.
La mia sensazione di questa nostra visita è stata deliziosa!
Mi sono accorta che quelle persone hanno un estremo bisogno di attenzioni, affetto: magari gli mancano i loro parenti, la famiglia, i loro effetti personali, la loro casa… Nei loro occhi lucidi ma quasi spenti si notava una tristezza malinconica, come se quel luogo non li rendesse felici. Sembrava che rappresentasse la tappa di arrivo del ciclo vitale e che ciò li rattristasse.
Ma indubbiamente se si trovano alla casa di riposo un ovvio motivo c’è: o hanno perso l’autonomia e l’indipendenza o non hanno persone che si possano prendere cura in ogni istante di loro. Perciò predisporre questi edifici per accoglierli ed accudirli mi sembra un’idea fantastica, anche perché in questo modo possono stare tutti insieme e volersi bene a vicenda!
Voglio riportare la mia esperienza personale di quando sono andata alla casa di riposo di Nembro per la celebrazione della S. Messa pasquale. Si dice che sia la struttura più qualificata, in cui gli anziani vengono trattati con le migliori cure che da qualunque altra parte. Beh , sinceramente anche ad Albino ho notato un buon interessamento del personale nei riguardi degli anziani e una profonda cura dei loro sentimenti e bisogni.
In conclusione è stata un’esperienza molto bella ed educativa. Ho conosciuto il “mondo” in cui vivono gli anziani tutti i giorni e posso capire quel lume di luce malinconico brillare nei loro occhi lucidi, accompagnato dall’avvilimento di non poter rimanere tra i loro affetti.
Alessandra Belometti
Ciao, Laura!
Come stai? Ormai è quasi un mese che non ci vediamo! Non vedo l’ora che arrivi il 2 giugno, così possiamo finalmente rivederci! Intanto ti racconto le ultime novità.
La settimana scorsa le mie compagne di classe e io ci siamo recate, con due prof, alla casa di riposo di Albino per portare un po’ di gioia e animare il pomeriggio degli anziani presenti.
Da tempo la prof ci stava parlando di questo progetto, e noi, senza perdere tempo, abbiamo preparato tutto nel migliore dei modi!
Nei giorni precedenti alla visita abbiamo cercato di organizzare tutto al meglio: abbiamo preparato la scaletta per il pomeriggio, abbiamo realizzato un libriccino e abbiamo persino comprato delle rose per le donne!
E così, giovedì 5 maggio, dopo una lunga e faticosa mattinata a scuola ci siamo dirette verso la casa di riposo. Arrivate a destinazione abbiamo definito gli ultimi dettagli e siamo entrate in scena.
Nicole e Pamela, le nostre due infallibili presentatrici, ci hanno appunto presentate e hanno introdotto la prima poesia recitata da Silvia (ti ricordi? È la ragazza mora che c’era anche al mio compleanno) e la canzone Rose Rosse, che abbiamo cantato con l’aiuto di un signore che si è cimentato nella parte di Massimo Ranieri. Mentre cantavamo alcune ragazze hanno consegnato una rosa rossa ad ogni donna, per rendere il tutto più romantico: originale vero?
Terminata la canzone abbiamo ascoltato le esperienze dei nonni sui loro primi amori, dopodiché abbiamo vivacizzato l’aria con dei balli di gruppo e di coppia. Non ci crederai mai ma per la prima volta ho ballato seriamente un tango. Appena iniziata la canzone un signore (il Massimo Ranieri della situazione) mi ha chiesto di ballare e così ho accettato. Mamma mia che vergogna, all’inizio non sapevo nemmeno com’erano i passi!
Terminato il momento dei balli abbiamo proseguito con la nostra scaletta e abbiamo recitato un’altra poesia e intonato la canzone Azzurro. Infine abbiamo fatto merenda con del the e con le squisite brioche che aveva portato la nostra prof, mentre Ilaria intratteneva gli anziani con delle simpatiche barzellette. Finita la merenda in molte ce ne siamo dovute andare, perché altrimenti avremmo perso il pullman.
Il pomeriggio alla casa di riposo è stato una bellissima esperienza, e anche se non vedo il mio futuro in una casa di riposo penso che comunque sia servita. È stato un modo per poter esprimere la nostra creatività e per poterci mettere alla prova in una situazione nuova; non capita tutti i giorni di animare il pomeriggio in una casa di riposo.
Tu invece cosa mi racconti? Hai qualche novità interessante da raccontarmi? Scrivimi presto!
Con tanto affetto
Silvia (Bertasa)
Caro diario,
scusa se non ti ho scritto, ma ieri è stata una giornata più pesante, ma più appagante del solito (come tu sai bene, è raro che, dopo un giorno di scuola, ritorni a casa pienamente soddisfatta dei miei risultati).
Come sempre alle 6:30 è suonata la sveglia, interrompendo bruscamente il mio sogno di una realtà diversa; quindi, scendendo le scale, con gli occhi assonnati e la mano che non voleva raggiungere l’interruttore della luce, sono inciampata su una montagna di vestiti lavati e stirati, per poi cadere rovinosamente sul marmo bianco del pianerottolo. Alzandomi ho sentito le gambe doloranti e i miei occhi, ormai svegli, hanno visto un ammasso di stracci sparsi sugli scalini. Subito ho sentito mia madre correre verso di me e spalancare gli occhi di fronte a quel disastro. Ho cercato di spiegarle che era stato un incidente, ma lei, accompagnando le parole con sguardi iniettati di sangue, mi ha detto di andare a fare colazione. Sono scesa, senza combinare danni, e mi sono accorta che persino l’orologio era contro di me quella mattina; infatti erano le 7:15, avevo cinque minuti per prepararmi e andare alla fermata del bus. Nel momento in cui stavo per tornare sul “luogo del delitto”, è entrata Denise, che urlando mi ha detto di sbrigarmi. Appena pronta ho preso la cartella e, insieme, abbiamo corso fino alla fermata. Fortunatamente siamo riuscite a prendere il bus, e dopo un lungo, ma non così lungo viaggio siamo arrivate a scuola. Finalmente!
Dopo una interminabile mattinata piena di nozioni e informazioni, che il mio cervello non riusciva ad archiviare, un suono “melodioso e gradevole” è echeggiato per l’istituto, trasformando gli alunni da bradipi a cavalli smaniosi di correre.
Io e le mie compagne siamo rimaste a scuola, abbiamo mangiato un panino a 300 Km/h e siamo corse alla casa di riposo di Albino. Appena entrate abbiamo sistemato gli zaini in una saletta indicataci da un’animatrice e abbiamo iniziato il nostro “show”!
Arrivate al centro della sala siamo state ricoperte dagli applausi di incoraggiamento e, appena terminati i preparativi per l’impianto stereo, ci siamo presentate al nostro pubblico. Abbiamo cantato, recitato poesie e barzellette e abbiamo ballato insieme a quei “ragazzacci” =). Io ho ballato con un bellissimo signore, con due occhi azzurri e limpidi; entrambi eravamo un po’ impacciati, ma devo ammettere che lui si è dimostrato un ottimo ballerino, mentre io sono stata una frana! Nei suoi occhi, così chiari da somigliare a due specchi, ho visto lo stesso imbarazzo di un ragazzo, quando, per la prima volta, incontra una ragazza sconosciuta. In quel momento ho pensato che a suo tempo doveva essere stato un bel giovane, educato, timido e di poche parole, ma con gli occhi che parlavano. Finite le danze, abbiamo servito la merenda a base di croissant (regalati dalla professoressa Sestili) e the, infine abbiamo recitato alcune barzellette.
Oh! Ho dimenticato la parte più bella della giornata, quando abbiamo consegnato le rose a tutte le donne presenti. Ad ogni rosa un grazie, accompagnato da un sorriso e talvolta da parole, ci giungeva per poi atterrare delicatamente sul cuore. In momenti come questi capisci quanto un piccolo gesto possa rendere migliore un pezzetto di vita altrui e questo ti rende felice più di ogni altra cosa!
P.S. Mi è mancato il tuo ascolto…ci vediamo domani…spero!
Sara Biondi
Caro diario,
ormai stai diventando un po’ vecchietto e per questo oggi ti descriverò un bel luogo caldo ed accogliente dove ti potrai sentire sicuramente come a casa tua.
Questo posticino è situato ad Albino ed è facilmente raggiungibile a piedi, ma anche in macchina, inoltre non è proprio di fronte ad una strada molto trafficata, per cui c’è tanta calma e tranquillità.
Forse hai già capito di cosa sto parlando…della CASA DI RIPOSO!!!!!!!!
Posso offrirti tutte queste descrizioni dettagliate,perché la settimana scorsa con le mie compagne di scuola e due professori (uno di questi lo conosci benissimo!!) siamo andati a fare visita e a rallegrare un po’ il pomeriggio dei cari nonnetti con poesie, canti e balli.
Dopo una lunga mattinata tutte insieme abbiamo riempito i nostri stomaci brontolanti con qualsiasi specialità del bar della scuola. Terminato questo momento di rifornimento e di relax ci siamo dirette dai nostri amici nonni.
Per questa esperienza avevamo preparato un programma abbastanza fitto, ma assolutamente non impegnativo e noioso, utilizzando alcune ore del povero latino tanto caro a tutte noi.
Quando siamo arrivate all’entrata della casa di riposo ci ha accolte un simpatico e generoso omino che gentilmente ci ha aperto la porta.
Sinceramente l’interno di questo luogo me lo immaginavo trasandato, spoglio e tutto dipinto di bianco, invece l’ho trovato molto decorato, colorato e vivace.
Dopo questa fase di “esplorazione” ci siamo dirette dai nostri amici anziani e gli abbiamo distribuito i libretti con il programma e il nostro pomeriggio di animazione è iniziato.
Ho trovato i vecchietti molto partecipi, particolarmente quando abbiamo cantato e ballato il valzer. Puoi immaginarti quanto sono capace di danzare, pensa che pure una signora mi ha detto che non dovevo continuare a saltare; tuttavia sono sicura che con un po’ di allenamento imparerò anche io a muovermi con disinvoltura e a stare nel ritmo della musica come si deve!!
Ero molto felice nel vedere il sorriso dei nonni quando gli abbiamo regalato le rose rosse e principalmente nel momento in cui gli abbiamo dato le brioche al cioccolato e alla crema quel sorriso è diventato ancora più luminoso di prima. È bello che persone, che magari hanno problemi di salute e con una memoria non più solida come una volta, abbiano ancora voglia di ridere e divertirsi insieme.
Siccome il tema che abbiamo presentato era l’amore, questa visita è stata anche utile, perché conoscendo le varie esperienze amorose dei nonnini abbiamo conosciuto un po’ della loro vita ed essi ci hanno messo in guardia con alcuni consigli sull’amore non solo per le persone, ma anche per le attività e i vari hobby.
Spero che questa bella iniziativa venga proposta anche l’anno prossimo, magari di nuovo alle seconde, perché aiuta a crescere e soprattutto a vedere se l’assistenza agli anziani e il loro accudimento potranno diventare una professione futura. Io credo che per fare un lavoro del genere servano chili di pazienza, una risorsa che a me finisce spesso, per cui, caro diario, mi sa che non è proprio la professione adatta per me; ma non è detta l’ultima parola, perché mi sono divertita tantissimo!!
Spero che questo resoconto ti sia piaciuto e abbia fatto venire voglia anche a te di andare a fare visita a questi miei amici.
Io sono sicura che questa esperienza non la dimenticherò mai, perché mi ha lasciato un mucchio di belle emozioni.
Adesso, caro diario, ti saluto, perché se no finisce che ti riempio di un sacco di parole.
Ciao ciao…
Giulia Bombardieri
Caro diario,
vorrei raccontarti della visita alla casa di riposo di Albino che io e le mie compagne abbiamo fatto giovedì 6 maggio.
Abbiamo svolto regolarmente le nostre sei ore di torture tra latino e matematica, tra una spiegazione e un’altra e finalmente siamo giunte all’ultima ora; quando è suonata la campanella, la nostra salvezza, due incaricate sono andate a prendere i nostri rifornimenti (pizze e focacce) e ci siamo fermate in classe a mangiare facendo arrabbiare Ester, la bidella, perché come sai non si può pranzare nell’aula; ma lei alla fine ce l’ha concesso nonostante ciò. Alle due e un quarto abbiamo preso armi e bagagli e ci siamo incamminate verso la casa di riposo.
Durante il tragitto abbiamo chiacchierato, ascoltato la musica e scherzato, ridendo in modo così fragoroso che tutte le persone che passavano ci guardavano in modo strano!
Quando siamo finalmente arrivate a destinazione, con qualche persona scomparsa ma poi prontamente ritrovata, abbiamo trovato fuori dalla porta il prof. Parolini e la prof.ssa Sestili che ci hanno fatte entrare.
Dopo essere giunte all’interno della casa di riposo ci siamo impossessate di una stanza, di un computer e di un microfono ed abbiamo cominciato il nostro pomeriggio salutando tutti gli anziani che erano seduti di fronte a noi; successivamente Silvia, una mia compagna, ha letto una bellissima poesia e nello stesso momento io e due mie compagne abbiamo cominciato a distribuire rose rosse perché la prima canzone che abbiamo cantato è stata, indovina un po’, Rose rosse.
Questa canzone ha riscosso un gran successo: pensa che un signore è persino venuto a cantare con noi!
Poi abbiamo chiesto ai presenti di raccontarci il loro primo amore e lì si sono sbizzarriti a narrarci tutte le loro esperienze giovanili.
Dopo un’altra poesia è stato il turno di Azzurro e, mentre l’ultima nota si disperdeva nell’aria, noi abbiamo cominciato a distribuire la merenda: io e due mie compagne siamo partite armate di carrello a consegnare il tè mentre le brioche erano appoggiate sul tavolo.
Finita la pausa merenda abbiamo fatto dei balli, come il valzer, e ognuna di noi ha ballato con un anziano: non puoi immaginare che grande caos si è creato dato che noi non eravamo capaci di ballare!
Verso le 4.30 abbiamo salutato tutti e siamo andate a casa. Questa esperienza è stata fantastica anche perché il nostro lavoro potrebbe proprio essere con gli anziani dato che noi frequentiamo il liceo sociopsicopedagogico.
Il momento forse più emozionante è stato quando abbiamo consegnato le rose e si vedeva negli occhi delle signore una gioia immensa.
È stato un pomeriggio da ricordare e ha suscitato in me una grande emozione quando ho fatto divertire anche solo per poco quelle straordinarie persone e aver speso un po’ del mio tempo per loro, per renderle felici.
Queste sono esperienze che si dovrebbero proporre più spesso in tutte le scuole per far capire ai ragazzi quanto sia importante dedicare un po’ di tempo agli altri e portare loro un po’ di felicità.
Ciao, ti prometto che ti scriverò presto
Denise (Bortoletti)
Qualche mese fa a me e alle mie compagne è stato presentato un insolito progetto dalla nostra professoressa di italiano, la proposta di un’esperienza molto singolare e accattivante che ci ha lasciato tutte a bocca aperta, perché non ci saremmo mai aspettate una cosa simile; un’avventura che ci avrebbe dato l’opportunità di esprimere la nostra creatività in un ambiente per noi nuovo.
Si trattava di un pomeriggio da passare in compagnia degli anziani della casa di riposo di Albino.
Così, alcune settimane prima della nostra nuova esperienza, abbiamo buttato giù qualche idea. Innanzitutto abbiamo deciso, facendo una votazione, quale sarebbe stata la tematica da trattare e le proposte al riguardo sono state: l’amicizia, la guerra, l’amore e la famiglia; dopo un’accurata votazione, conclusasi con metà dei voti per l’amore, ci siamo buttate sul nostro libro di testo poetico per prendere spunto da alcune poesie, ma la nostra ricerca è terminata subito a causa di un: ” Dai, ragazze, siamo indietro” buttato lì dalla nostra insegnante, con riferimento al programma scolastico da terminare.
Così ci siamo ridotte all’ultima settimana a fare tutto il programma per il 5 maggio (giorno in cui abbiamo animato il pomeriggio-anziano). Abbiamo iniziato subito con le poesie, scegliendo sempre in modo democratico, per concludere con la scaletta definita in ogni suo minimo dettaglio; c’è stata chi ha curato la musica, chi si è preoccupata delle barzellette o del discorso d’apertura, chi addirittura delle rose rosse recapitateci direttamente in classe dal fiorista. Tutte, chi più chi meno, hanno dato una mano ed è stato un ottimo lavoro di squadra, che ci ha unite ancora di più. Il giovedì tanto atteso è arrivato in un battibaleno e tutte emozionate, dopo aver mangiato velocemente un panino o una piadina, guidate da Anna ci siamo dirette, attraverso stradine sperdute, verso l’ ormai famosa casa di riposo di Albino, dove, verso le 14:30, siamo entrate in un grande salone pieno di gente che, incuriosita, ci fissava non sapendo cosa aspettarsi. Un po’ imbarazzate, ci siamo dirette verso il centro del salone, dove l’animatrice ha dato il microfono a Nicole e Pamela, che hanno aperto le danze con una fantastica ed originale introduzione; subito dopo, il microfono è passato nelle mie mani tremanti, fino alla fine della lettura della poesia che avevo il compito di recitare. Quando sono tornata al mio posto, Barbara ha cliccato sul tasto play del computer e, mentre Denise, Sara e Anna distribuivano le rose alle donne, noi altre abbiamo iniziato a cantare Rose Rosse di Massimo Ranieri; la nostra idea di distribuire rose rosse mentre intonavamo la canzone è piaciuta molto alle nonne.
Successivamente, abbiamo proposto ai nostri ospiti di raccontarci le loro esperienze di vita, riguardanti l’amore: c’è stato chi ha accettato molto volentieri o chi, come la signor Maria, ha risposto dicendo di essere una persona molto emotiva e passando il microfono al vicino di sedia. Poi, Ilaria ha letto un’altra poesia che ha introdotto la canzone Azzurro di Celentano, nella cui esecuzione si è cimentato con una graziosa performance il simpatico nonno Gabibbo, chiamato così perché indossava una deliziosa e appariscente polo rossa.
Il momento più movimentato è arrivato quando abbiamo ballato, con chi poteva, qualche valzer e anche qualche ballo di gruppo, ahimè meno apprezzato. Visto l’impegno che i nonni ci avevano messo, abbiamo deciso di fare una pausa distribuendo un’ottima e salutare merenda composta da brioche e the alla pesca.
Il pomeriggio si è concluso con qualche fantastica barzelletta della nostra Ilaria e i nostri saluti, resi necessari dal fatto che dovevamo recarci alla fermata dell’autobus.
Al nostro arrivo gli anziani non sapevano cosa aspettarsi, ma alla fine sembravano molto felici e divertiti dal nostro impegno. La giornata è stata lunga e faticosa, ma sono queste le esperienze della vita, quelle che ti fanno crescere consentendoti di conoscere quello che c’è intorno a te!
Silvia Cavalli
Giovedì 5 maggio 2011
Inizio di una nuova pagina di diario. Sapore di nuovo, inconfondibile, assetante, mai contento di uno “schizzo” di nuove avventure…Ogni minimo particolare deve essere trascritto su queste pagine così bianche e totalmente solitarie. Parole, frasi, poesie, racconti arricchiscono la fame insaziabile e continua di questo diario senza fine.
Ora inizierò ad arricchire il mio libriccino con un’esperienza indimenticabile, vissuta con le mie compagne e naturalmente con la collaborazione di due miei professori.
Eravamo tutte così frenetiche e ansiose di andare alla casa di riposo per portare un po’ di allegria e felicità. Ore otto di mattina, la lancetta dell’orologio aveva appena oltrepassato l’ultimo minuto prima dell’inizio delle lezioni.
Dalla seconda L dilagava nei corridoi un chiacchierio ansioso e imponente. Psicologia, matematica, tre ore passate lentamente, ma finalmente alla quarta ora potevamo contare sulla nostra professoressa Sestili per organizzarci sul da farsi in vista dell’esperienza pomeridiana: fogli che volavano, recitazioni di poesie che si propagavano nell’aria, preparazioni di canti, balli e barzellette….insomma un vero capolavoro!
Ore successive…un’agitazione tremenda colpiva tutte ad una ad una! E poi, suonata l’ultima campanella, finalmente, tutte di corsa ci siamo affrettate a prendere da mangiare per partire quindi belle cariche.
I professori hanno raggiunto la casa di riposo in auto, mentre noi faticosamente procedevamo a piedi verso la nostra destinazione. Tra risate e chiacchierate ecco che finalmente siamo arrivate davanti alla porta d’entrata! Erano circa le tre meno un quarto, un lungo sospiro ed eccoci dentro: abbiamo sistemato le nostre cartelle dentro una stanza e abbiamo preparato il cd con le canzoni e le rose rosse da distribuire ad ogni signora presente. Eh sì, le rose hanno proprio fatto colpo! Abbiamo pensato che sarebbe stato un ottimo pensierino e poi l’idea è venuta anche perché il nostro programma prevedeva l’esecuzione della canzone Rose Rosse di Massimo Ranieri.
Abbiamo aperto con successo l’esibizione; dunque come prima cosa abbiamo iniziato a cantare Azzurro con la magnifica partecipazione di un solo “concorrente” e poi successivamente si sono aggregate anche altre signore. Ma è stato soprattutto coinvolgente il ballo in cui si vedevano dilettarsi signori e signore di tutte le età e anche il professor Parolini ha dato il suo contributo!
È stato poi un vero divertimento e un’emozione forte vedere gli anziani raccontare le esperienze del loro primo amore, anche se all’apparenza si mostravano tutti timidi!
Abbiamo proseguito il pomeriggio cantando Rose Rosse e proprio in quel momento tre meravigliose ragazze della mia classe hanno distribuito i fiori….Successivamente abbiamo “attaccato“ le ultime canzoni e finalmente distribuito la merenda: erano soffici brioche portate dalla nostra professoressa, e che buone che erano! E in più per noi c’erano svariate bibite come la coca-cola, mentre per i “nostri nonni” c’era il the caldo. Ah, e non è mancata l’ironia della nostra Ilaria, che si è esibita nel raccontare barzellette spiritose e divertenti.
Penso proprio che siamo stati tutti bene in compagnia, e che ai signori abbia giovato la nostra presenza, in quanto gli abbiamo fatto passare un pomeriggio più movimentato. Ma anche a noi ha fatto bene, perché ci siamo sentite più che mai una classe unita e, come si usa dire, l’unione fa la forza!
In questa giornata è stato possibile conoscerci di più come persone “diverse” al di fuori della scuola….
Penso che dovremmo intraprendere più spesso esperienze del genere che arricchiscono emotivamente l’animo di chiunque.
Forse continuerei per ore a scrivere su queste pagine così leggere e così vuote, ma penso proprio che ne lascerò alcune per raccontare una nuova avventura della mia intraprendente e strepitosa seconda L!!!!
Carlotta Costantino
Caro Red… Red è il nome del mio diario, nome datogli circa un mese fa, nel giorno del suo acquisto, ma questa è un’altra storia. Tornando a noi, caro Red, ti stavo per raccontare l’esperienza che ho vissuto la settimana scorsa con le mie compagne di classe: l’incontro con i vecchietti della casa di riposo di Albino. È stato davvero bello passare un pomeriggio diverso dalla solita monotonia della quotidianità, un pomeriggio all’insegna del divertimento, sicuramente, ma anche dell’apprendimento; come si fa, infatti, a non imparare nulla da persone che per scelte, per emozioni e per esperienze di vita ne sanno una in più del diavolo? Dico davvero, è stato impressionante vedere come ognuno di loro, in base al proprio vissuto, abbia dato una propria opinione riguardo all’amore, tema centrale dell’incontro, formulandone una definizione speciale e proponendone una peculiare esperienza. La cosa che però mi ha colpito di più è stata vedere le varie sfaccettature e i diversi significati che l’amore ha assunto nel corso del pomeriggio: c’era chi affermava che l’amore vero esiste, e, una volta trovato, porta un’immensa felicità, altri che, invece, non sostenevano questa tesi ma bensì erano convinti che l’amore non è mai vero, che non può durare per sempre. Ma, ad un certo punto, un nonnino ha preso la parola e ha proposto la sua visione dell’amore :”Per me, l’amore vero era quello che provavo, e provo, per la montagna, adoravo scalare e fare escursioni”. Penso che queste semplici parole mi rimarranno impresse per molto, molto ma molto tempo, perché questo vecchietto è andato oltre il “solito” amore, quello tra uomini e donne, lui ha amato il suo hobby: la montagna.
Come hai notato, Red, in questo mio racconto sto puntando molto sulle emozioni provate, questo perché è stato davvero toccante e, azzarderei dire, commovente, vedere quei dolci vecchiettini con le lacrime agli occhi mentre ripercorrevano con le parole e con l’immaginazione le giornate più belle della loro vita. Si poteva leggere un mix di emozioni sui loro volti: la gioia, la felicità che li aveva tanto accompagnati e anche la tristezza, la nostalgia di quei giorni meravigliosi. Tutte queste emozioni, come una scossa elettrica che arriva e colpisce, sono arrivate e ci hanno colpito, nessuno escluso, neanche i professori. Come dimenticare, poi, i momenti dedicati al canto, piccoli ritagli nel pomeriggio mirati al divertimento. A questi momenti di svago sono seguiti momenti di lettura di alcune poesie ovviamente sul medesimo tema: l’amore. Non dimentichiamoci poi di uno dei momenti più coinvolgenti: quello dedicato al ballo, in cui i “nostri” nonnini hanno dato il meglio di sé esibendo tutto il loro talento. Che dire allora? Ottima performance! E così, tra divertimento, canti, balli, esperienze e qualche pizzico di serietà qua e là il nostro pomeriggio è “volato” via, come le brioche da noi portate per la merenda; d’altronde si sa: l’appetito vien lavorando!
E con queste poche righe, mio caro Red, ti saluto! Ci vediamo alla prossima esperienza!
Alice Ferrari
Pomeriggio alla casa di riposo!
Cari nonni (alla mia classe piace chiamarvi così perché ci ricordate tanto i nostri nonni), è stato davvero bello il pomeriggio passato insieme, non credete?
Quando la nostra professoressa ci ha annunciato che il giorno 5 maggio saremmo venute a trovarvi presso la vostra casa di riposo, abbiamo da subito iniziato a pensare a qualche attività da condividere con voi; mille idee per la testa, ma un unico obbiettivo: farvi divertire!
Perciò nelle (poche) ore che i nostri insegnanti ci hanno concesso per prepararci a questo “spettacolo” non abbiamo perso un solo minuto: chi si occupava delle canzoni e dei balli, chi della creazione dei libretti che poi vi abbiamo consegnato, chi della presentazione e chi invece sceglieva le poesie migliori da potervi leggere... E così, come un grande staff, ci siamo date tanto da fare, certe che questa sarebbe stata una fantastica esperienza.
Anche i professori ci hanno aiutate parecchio con consigli e idee originali, lasciandoci però libere nella scelta delle attività e ricordandoci sempre che credevano in noi… e devo dire che questo, oltre a farci molto piacere, è stato importantissimo, uno stimolo a dare del nostro meglio.
Poi è arrivato il fatidico giorno e così, tutte insieme, ci siamo incamminate verso la vostra casa con la paura che qualche dettaglio ci fosse sfuggito durante l'organizzazione, ma soprattutto con tantissima voglia di farvi divertire.
Ricordo ancora benissimo il vostro applauso di incoraggiamento quando siamo arrivate fra di voi, i vostri sorrisi nel vederci parlare e cantare e i vostri ringraziamenti quando vi abbiamo consegnato delle rose.
È stato bellissimo vedervi cantare e ballare con noi, raccontare le vostre esperienze di quando eravate giovani innamorati... E pensare che quando abbiamo deciso insieme che il tema che avremmo trattato sarebbe stato quello dell'amore, mai avremmo immaginato di imparare così tanto da voi; il nostro scopo era solamente quello di rallegrarvi, ma invece quest'attività si è rivelata una bellissima sorpresa anche per noi. A volte infatti il vero valore dell'amore viene sottovalutato, specialmente quando si è ancora ragazzi, ma le vostre parole sono state davvero significative, una lezione di vita che non si impara fra i banchi di scuola, ma soltanto accanto a persone come voi!
E così, minuto dopo minuto, il tempo è passato velocemente, forse troppo, e il momento dei saluti non poteva più attendere. Saluti che spero siano solo degli arrivederci: ci piacerebbe infatti davvero tanto venirvi ancora a trovare, passare qualche ora insieme... e noi speriamo davvero che l'anno prossimo (visto che ormai le vacanze estive si avvicinano) quest'esperienza si ripeterà.
Sono stati tanti i ringraziamenti da parte vostra per aver portato un po' di allegria fra di voi e per avervi consentito un tuffo nel passato, ma credo proprio che il regalo l'abbiate fatto voi a noi: la vostra allegria, i vostri sorrisi ci hanno permesso di capire quanto sia bello crescere insieme e quanto sia importante vivere ogni momento della propria vita al meglio e in particolare condividere tutto con gli altri; e vedervi così felici è stato di certo il regalo più grande...
L'obiettivo è stato raggiunto!
Un abbraccio.
La classe 2° L
P.S. Stiamo già convincendo la nostra professoressa a tornare a trovarvi... e siamo sicuri che anche per lei sia una fantastica idea. Beh, allora… alla prossima!
Nicole Gaiti
Caro diario,
è da tanto che sei chiuso in quell’armadietto e non ti racconto niente, però oggi ti narro un’esperienza speciale che ho vissuto.
Oggi 5 Maggio ho passato una giornata splendida con le mie compagne di classe in una casa di riposo ad Albino.
Dopo aver mangiato a scuola ed esserci preparate, abbiamo iniziato il nostro lungo cammino e finalmente siamo arrivate alla meta, dove la professoressa Sestili e il professor Parolini ci aspettavano, e siamo entrate.
Dopo aver ordinato le nostre cose in una stanza, ci siamo recate dai nonni, li abbiamo salutati, ci siamo messe ai nostri posti e le mie amiche Nicole e Pamela hanno iniziato con l’introduzione.
Insieme ai nonni abbiamo incominciato a cantare la canzone Rose Rosse, mentre Anna, Sara e Denise distribuivano le rose e Carlotta e Alessandra dei libretti che erano stati preparati dalle tre fanciulle menzionate prima.
Prima del canto, Silvia Cavalli ha recitato una bellissima poesia intitolata Il Giardino, mentre Ilaria P. ne ha letta un’altra di cui non mi ricordo il nome.
Oltre alla canzone Rose Rosse, abbiamo cantato anche Azzurro, abbiamo ballato insieme ai nonni e abbiamo fatto raccontare ad alcuni di loro delle loro esperienze. È la parte che mi è piaciuta di più anche se alcune storie erano un po’ tristi; per esempio una delle signore aveva subito l’aborto di due gemelli. Mentre un nonno che era accanto a noi ci parlava della sua vita, vedendo i suoi occhi lucidi, io e una mia amica stavamo per metterci a piangere.
In mezzo a loro mi sembrava di stare in mezzo ai miei nonni (anche se non ci sono più); quelle parole dolci, quei sorrisi, quel loro modo di trattarci come se fossimo loro nipoti…tutto questo mi faceva sentire più gioiosa.
Ah! Ho dimenticato di dire qual era il tema scelto come filo conduttore: era l’amore (da Rose Rosse si capiva); infatti le esperienze narrate dai nonni riguardavano questo argomento.
Era arrivata l’ora della merenda, perciò Anna, Sara e Denise (sempre loro tre) hanno distribuito ai nonni il the e le brioche e mentre mangiavano Ilaria S. si è messa a raccontare delle barzellette.
Alle quattro e mezza circa io e alcune mie amiche dovevamo andare perché avevamo il pullman, però le altre sono rimaste ancora un po’; dopo aver preso le nostre cartelle siamo andate a salutare i nostri ospiti e a ringraziarli per lo splendido pomeriggio passato insieme a loro; se il pullman non ci fosse stato a quell’ora, saremmo rimaste ancora per divertirci insieme.
Quando stavamo per andare l’animatrice ci ha detto che eravamo state brave e che i nonni si erano divertiti tanto.
Non immaginavo che sarebbe stata una giornata così magnifica ed essendo i nonni allegri, anche io sono allegra.
Bouchra Koubaa
Cari Franci e Cinzi,
è un po' che siete partiti, è anche già un po' che la scuola è iniziata...
Quest' anno stiamo facendo più esperienze relative ai possibili ambiti lavorativi in cui probabilmente ci inseriremo: abbiamo assistito ad una rappresentazione teatrale con disabili e ad una che presentava le cause degli incidenti stradali che accadono spesso ai giovani, abbiamo partecipato a due o tre incontri sui tipici problemi adolescenziali e fatto un corso di pet therapy all' interno della scuola e, proprio la settimana scorsa, abbiamo finalmente messo in atto la specie di nonni-show che da un po' stava ribollendo nel pentolone di una esaltatissima II L.
L' allestimento è stato lungo ed i preparativi faticosi: le solite situazioni nelle quali qualcuno fa più e qualcuno meno, altri niente. L' argomento prescelto è stato quello inerente all' Amore, vero, sincero, di coppia, esplorato grazie agli occhi di romantici poeti e cantanti che, chi prima e chi dopo, hanno affermato con le loro testimonianze che questo gran sentimento è essenziale e persiste da secoli. Abbiamo letto due poesie: una di Tagore, l' altra di Prévert (Il Giardino). La prima narra dell' esperienza d' amore di quest' antico cantore, triste ma, allo stesso tempo, lieta; la seconda è del mitico Jacques, del secolo scorso, francese che, con parole dolci e naturali, descrive le sensazioni che prova durante una camminata al parco Montsouris a Parigi in compagnia della sua bella, in una giornata di sole, immerso tra baci e caldi abbracci d' amore. Inoltre abbiamo cantato due pezzi, sempre, ovviamente, inerenti al tema dell' amore, che molti componenti del nostro pubblico conoscevano. Poi, trasportati dall' euforia dataci dai vari contributi artistici, abbiamo iniziato a ballare tutti insieme il valzer e devo ammettere che è stato molto divertente mettersi in gioco in questo campo sconosciuto; pensate che la mia compagna di ballo, un' arzilla nonnina, mi ha fatto pure dei gran complimentoni riguardo al mio stile ballerino!
C' è da dire che, al momento di chiedere le esperienze ai veterani di turno, ho, personalmente, avvertito i nostri amici come un po' distaccati, freddi, o forse spaesati. Tutto è stato, comunque, prontamente riparato dalle rose rosse che abbiamo regalato alle donne presenti come pegno che l' amore esiste. Sicuramente sorriderete nel leggere le seguenti righe, lo faccio anch' io perchè è una cosa buffissima: io, Giulia e molte di noi, comprese alcune di quelle che più, durante i preparativi, ci sembravano disinteressate, per tutta la settimana abbiamo continuato a canticchiare le canzoni scelte per questo insolito pomeriggio!
Per me questa esperienza è stata veramente un dono e come tale l' ho vissuta. Poi in questo periodo, durante il quale considero l' idea di impiegarmi in futuro nel mondo della medicina, mi è servita anche per capire meglio le varie possibilità che mi si presentano, appunto, con questo cambio di rotta improvviso.
Sapete, io, la solita fissata con i poveri, gli extracomunitari e gli analfabeti, forse molto spesso ignoro le persone che più hanno bisogno nel nostro vecchio Paese: gli anziani. Loro hanno sempre molto da offrire, basta solo dargliene la possibilità. Sono persone ad un livello molto alto di saggezza e, chi più, chi meno, mi possono dare una pietra per costruire la mia strada, un consiglio o un' esperienza che è poi ciò di cui uno ha bisogno in tutti i momenti di dubbio, dei quali, tra l' altro, è piena oggi la mia vita.
Per questo, attraverso questa letterina a voi, approfitto anche per inviare telepaticamente i miei mille grazie per questa esperienza a tutte le persone che ne hanno permesso e favorito la realizzazione.
Con molto affetto e molti baci
Cate
P.S.= mi mancatee!
Caterina Merla
Tempo fa ci è stata proposto di andare alla casa di riposo di Albino per presentare agli anziani le nostre poesie, le nostre canzoni e i nostri balli, ma soprattutto per passare un pomeriggio insieme. Gli anziani hanno uno stile di vita “antico” e diciamo che non hanno un po’ di svago e ci sembrava carino tirargli su il morale facendo attività diverse da quelle che fanno di solito.
Siamo partite con la voglia di farli divertire, ma alla fine abbiamo visto che non solo si sono divertiti loro, ma anche noi siamo state davvero bene.
Appena siamo entrate nella sala ci hanno accolto con un applauso molto caloroso e si sentiva già nell’aria la serenità. Alcuni di loro erano molto anziani e avevano anche dei problemi, altri invece erano ancora “giovani”, con la voglia di viversi la vita giorno per giorno senza perdere un secondo di tempo. E secondo me dovrebbero averlo tutti questo spirito, perché si vive meglio e se si hanno dei problemi si cerca di non pensarci.
Dopo che ci siamo presentate due di noi hanno consegnato le rose a tutte le donne presenti in sala, quindi abbiamo proseguito con la canzone Rose rosse proprio per restare in tema. Poi altre due nostre compagne hanno recitato delle poesie di autori famosi che riguardavano l’amore e il passato, quindi la gioventù dei nostri attempati spettatori. Finita la lettura abbiamo chiesto se qualcuno voleva raccontare le proprie esperienze soprattutto legate all’amore. Alcuni le hanno raccontate senza problemi, mentre altri, forse perché più sensibili, hanno preferito evitare. Devo ammettere che questa riservatezza rispetto al proprio passato mi ha colpito molto, perché comunque voleva dire che essi avevano vissuto fino in fondo esperienze che per loro erano state importanti e lo sono tuttora nella memoria. Non solo questi silenzi mi hanno toccato, ma anche le parole che una signora ha usato per raccontare il suo amore. Le lacrime agli occhi devo dire che non sono mancate.
Poi la giornata è proseguita con la canzone Azzurro e a questo punto la maggior parte delle persone ha cantato con noi con molto brio. Da questo capivamo che a loro questa canzone piaceva molto e non si stavano per niente annoiando. Abbiamo cercato poi di coinvolgerle anche in balli di gruppo, ma nessuno a ballato, a parte noi naturalmente; poi però quando abbiamo messo canzoni con una base musicale più lenta come valzer, tango…, molti anziani si sono alzati e li abbiamo accompagnati nella danza. Io mi sentivo un po’ strana, fuori luogo perché non sapevo come muovermi, ma alla fine in qualche modo me la sono cavata anche grazie al “mio partner”.
Alla fine della nostra giornata abbiamo condiviso con i nostri attempati amici una piccola merenda. Poi li abbiamo salutati e ringraziati per il pomeriggio passato insieme.
Io e la mia classe ovviamente speriamo di non aver annoiato nessuno e che la nostra presenza sia stata gradita. Chissà, magari questa esperienza si potrà rifare in futuro.
Non invidio però la vita che conducono ordinariamente al ricovero queste persone, perché hanno uno stile di vita sempre uguale e come dicevo prima non hanno un po’ di svago, per questo penso che la nostra presenza sia stata loro molto utile. Almeno li abbiamo fatti un po’ sorridere, divertire e ballare. Chissà quanto tempo era che non andavano a ballare con qualcuno.
Shary Persico