Vita e destino
Due sono i leader in campo: Hitler e Stalin, ma a ben guardare non vi è
nessuna differenza di principio tra il nazismo del primo e il
bolscevismo del secondo. Il denominatore comune è il totalitarismo,
l’ideologia violenta e sterminatrice. Da dove proviene una somiglianza
così stupefacente, ma soprattutto, cosa la può contrastare? Ogni
tentativo di imporre all’umanità un Bene generale, obbligatorio,
assoluto, sfocia in una catastrofe sanguinosa, nel disprezzo della
libertà.
Il percorso di questo romanzo è stato molto accidentato: la
censura sovietica lo sequestrò precocemente all'inizio degli anni '60,
eliminando prima stesura, minute, carta carbone e anche i nastri della
macchina da scrivere con cui Grossman lo aveva steso. L'autore, ebreo,
comunista ortodosso poi caduto in disgrazia politica, era stato uno dei
primi a entrare a Treblinka al seguito dell'Armata Rossa e a descrivere
l'orrore che aveva visto. Il libro ha vagato misteriosamente per
l'Europa occidentale durante gli anni del dissenso al regime sovietico,
quindi ebbe una prima pubblicazione parziale in Svizzera. Due anni fa
Adelphi ha editato l'edizione completa.
Autore: Vasilij Grossman
Editore: Adelphi
Segnalato da Giorgio Scudeletti