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Lettera del CIC

creato da stefano parolini — ultima modifica 27/08/2011 08:40

A PROPOSITO DELLA LETTERA DI UN DOCENTE CIRCA IL MONTEORE



Leggiamo con attenzione lo scritto di un docente che esprime le proprie impressioni sul monteore.

La prima considerazione va allo stile: l'ironia pervade la lettera, per sfociare nel finale in un sarcasmo di dubbia efficacia. Si dice che scrivere ricorrendo all'ironia sia segno di intelligenza; lo stesso dicasi del lettore che, cogliendo i riferimenti ironici, si diletta e sorride. Tuttavia in questo caso il ricorso all'ironia è sembrato fuori luogo: fare dell'ironia sugli studenti affidati alle cure istruttive ed educative dei docenti sia un'operazione troppo delicata e che necessita, oltre "dell'intelligenza", di una sensibilità particolare, permeata di quella forma di attenzione che è l'empatia, della quale l'estensore dello scritto è privo; a ciò aggiungiamo l'aggravante dell'assenza di rispetto verso il lavoro di ragazzi che hanno avuto il coraggio di imbarcarsi in un'avventura irta di difficoltà.


Si può capire il disagio di un docente che durante queste giornate perde i propri punti di riferimento: la mia classe, la mia materia, il mio ruolo ... Si può capire colui che ritiene quella situazione ambientale confusa, caotica, ... una perdita di tempo ( e qui sarebbe interessante aprire una riflessione su cos'è il tempo, quale tempo, del docente? dello studente? del sono avanti/indietro col programma...).


Ciò che è più diffìcile capire è l'assenza di una critica costruttiva, che colga l'evento nel suo complesso, uscendo dall'autoreferenzialità, per cui tutto ciò che non rientra nella propria mappa concettuale, nella propria visione della scuola, dell'istruire, dell'educare ... va espulso, mortificato, delegittimato. Le istanze presenti nella scuola sono molteplici e tutte devono avere asilo, diritto di espressione, diritto di essere agite; compito di tutti è quello di cooperare, pur da punti di vista e finalità diverse, per rendere possibile quello che è il fine comune:

incrementare la capacità di comprendere e comprendersi nel senso etimologico di tenere/tenersi insieme, oltre che nell'accezione di capire.


Albino, 25 febbraio 2008


Cesare Zambelli, Funzione Strumentale C.I.C.

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