Osservatorio sulle politiche sociali Valle Seriana
L’osservatorio nasce cinque anni fa circa dall’ unione di varie
realtà territoriali come: Caritas diocesana, parrocchie, cooperative, coppie,
sindacati e associazioni che si occupano di persone e, da un anno e mezzo
pressappoco, anche un gruppo di giovani. L’obiettivo di quest’osservatorio è quello di far sentire anche la loro opinione a
livello provinciale sull’ambiente in cui si vive sulla qualità della vita, come
migliorarlo partendo dalle problematiche. Per capire cosa nella nostra benamata
valle funziona e cosa non funziona, l’osservatorio ha deciso di promuovere una
ricerca nelle scuole superiori per capire cosa ne pensano i ragazzi poiché
anche loro vivono in questa realtà.
Con l’aiuto dei due collaboratori, le due classi sono state stimolate, grazie a un questionario, a riflettere sul territorio. Compilato il modulo, Manfredi ha sollecitato con provocazioni gli studenti affinché spiegassero le risposte date.
E’ emerso che i ragazzi non si sentono considerati né dagli adulti in generale né a livello locale/provinciale ma solo quando ci sono dei problemi (per esempio attraverso Telefono Azzurro).
Anche se fino a non molto tempo fa i minori erano considerati minorati (non capaci di pensare e quindi sciocchi), secondo gli alunni ancora oggi ci si sente esclusi. Fin quando non si è maggiorenni non si può far nulla, non si può far sentire la propria voce perché comandano i “grandi”. Intanto che si è ancora minorenni, è inutile provare a cambiare qualcosa perché ormai, secondo certi, l’Italia è un paese che sta andando in malora e non c’è più niente da fare e perché se non si è stati considerati fino a quel momento non lo si sarà neanche dopo. Secondo il parere di alcuni studenti è sbagliato che si possa votare solo dai 18 anni e non prima. Altri, invece, ritengono che sia giusto votare da quell’età perché prima non si riesce a capire cosa c’è e cosa succede intorno a noi e ciò può essere fatto quando ci nasce una coscienza critica fondata su dei valori.
La maggior parte dei ragazzi dice che l’educazione e i valori (come il rispetto e l’esprimere le proprio opinioni senza offendere che sono i più importanti) ci vengono dati dai genitori che sono i maggiori educatori.
Purtroppo suona la campanella e così la discussione si interrompe. Si va via con la consapevolezza che i giovani di oggi non si sentono integrati e che bisogna far qualcosa.
Giulia Merelli 3^M